Traduzione di Marco Pacini
A poche settimane dalla fine di Malviviendo, la webserie spagnola di maggior successo del momento continua ad accrescere il suo già sostanzioso palmares con il premio «Best Comedy» ricevuto il 26 Aprile scorso ai Rome Web Awards. La premiazione, come in passato in altre occasioni, è avvenuta a migliaia di chilometri da Siviglia, luogo di ispirazione della serie e dei suoi stravaganti personaggi in cui viene rappresentata la realtà dei quartieri più poveri e marginali della città con sarcasmo e ironia. In questo post individuiamo i punti di forza che hanno convertito Malviviendo in un fenomeno di massa nella rete.
Ya tenemos nuevo premio en nuestro palmarés de @Malviviendo ! Un honorazo! pic.twitter.com/V4re4AydEk
— Teresa Segura (@Teresa_Segura) abril 28, 2014
«Malviviendo» si arriva lontano, se sai come
Quando si ha talento e pochi mezzi per raggiungere una meta o un sogno, ci sono tre lezioni che possono essere di grande aiuto. “Né una, né due, né tre. Bensì tre” come direbbero i protagonisti di Malviviendo, la webserie che sta trionfando in Spagna e nel resto del mondo grazie alla creatività dei suoi creatori, quattro giovani sivigliani del quartiere di Triana, che con scarsissimi mezzi a disposizione, ma con molta determinazione e voglia di divertirsi facendo quello che più li diverte, provano a tirare avanti senza accontentarsi del primo lavoro disponibile offerto da un’agenzia interinale.
Se acerca el final de @Malviviendo la WebSerie que nos ha enseñado que con una cámara, esfuerzo y voluntad se puede llegar a las estrellas.
— Fans Malviviendo (@MalviviendoFans) marzo 12, 2014
Quando mancano poche settimane alla fine della terza e ultima stagione, dopo sei anni di riprese, ore ed ore di sacrifici e 40 milioni di visualizzazioni su Youtube, Malviviendo dovrebbe essere un riferimento per tutti quelli che provano ad arrivare in alto con l’aiuto di internet.
“Né una, né due, né tre. Bensì tre” sono le lezioni che, come dicevamo, ci insegna questo tipo di produzione che, in gergo, viene denominata guerrilla film: produzioni a bassissimo budget, lontane anni luce dalle serie statunitensi della HBO, ma da cui questi ragazzi prendono ispirazione e a cui spesso fanno riferimento durante le loro puntate.
Prima lezione: Ispirati a quello che ammiri
David Sainz, Antonio Velazquez, Miguel Jerez e Carlos Medrano, i quattro “cervelli” della serie, hanno preso inspirazione semplicemente da ciò che li circonda. Emarginazione, delinquenza, spaccio di droga e una gran quantità di personaggi alquanto grotteschi sono gli elementi che li hanno accompagnati nel quartiere in cui sono cresciuti. Qui non ci sono né un Walter White né un Toni Soprano ma, allo stesso modo, hanno cercato un modo per raccontare questa cruda realtà con una vena di umore, umorismo nero più specificamente. E lo hanno trovato, e come se lo hanno trovato, facendo una parodia delle loro serie favorite e di reality come callejeros (programma di reportage giornalistici sui quartieri marginali delle grande città spagnole).
Per questi quattro ragazzi di classe operaia l’opportunità di accedere a serie tipo “my name is Earl”, “I Soprano” o “Breaking bad” non è dovuta ai canali via satellite e alla pay per view, ma piuttosto alla “libera” circolazione delle stesse serie nella rete, un mezzo che conoscono tanto bene quanto i giardinetti del proprio quartiere. E cosi, mentre beveva una birra con gli amici, David Sainz ha avuto l’idea di girare un episodio pilota ambientato in un quartiere fittizio chiamato Los Banderilleros, e di postarlo su Youtube. I protagonisti, dei personaggi disgraziati e spregiudicati, sono interpretati dai creatori stessi. Hanno voluto dimostrare ai grandi studi di produzione, che neanche si sono degnati di guardare i loro curriculum, di che cosa sono in grado di fare con una videocamera non professionale e molto ingegno. Non immaginavano quello che sarebbe successo.
Hanno svuotato i loro portafogli e, raccogliendo appena 40 euro, sono riusciti a girare ‘Mi chiamano Negro’, il primo episodio della serie che in una settimana è riuscito ad ottenere 100.000 visualizzazioni. Si racconta la storia di un ragazzo originario delle Canarie, che sbarca il lunario lavorando come parcheggiatore abusivo e dedica il resto del giorno a “non fare niente” con i suoi amici. Ma sarebbe impossibile spiegare bene l’inizio di questo fenomeno in internet senza fare riferimento alle inquadrature ispirate dalla loro serie-mania e, in special modo, i titoli di testa di Dexter riadattati per l’occasione, che meritano assolutamente di esser visti. Nei seguenti capitoli sono arrivate le versioni riadattate dei titoli di testa delle più famose serie americane, convertendo la loro ammirazione per queste produzioni nel loro segno di riconoscimento.
Seconda lezione: Ottieni il massimo dai mezzi a tua disposzione
Smettila di lamentarti per ciò che non hai e guardati intorno, sicuramente troverai qualcosa di realmente autentico che darà un immenso valore al tuo progetto. Lo stesso David Sainz, che oltre ad interpretare il ruolo del “Negro” è anche il regista della webserie, ha spiegato più volte che la cosa migliore per ottenere un buon prodotto è utilizzare gli elementi a tua disposizione. “Se tuo padre ha un’officina o tua madre un forno sicuramente può essere usato per iniziare, non cercare a tutti i costi un’automobile fuoriserie se sei a corto di soldi”, spiega in questa intervista.
Creare un personaggio può risultare difficile tanto quanto definire una strategia di commercializzazione, soprattutto se non hai a tua disposizione l’aiuto di una squadra creativa. Fortunatamente la creatività non è frutto del contenuto del tuo portafoglio, bensì è dovuta alla capacità di trovare una buona idea in qualcosa di apparentemente insignificante. Per esempio, da un cappello dell’Expo 92 (L’esposizione universale di Siviglia 1992) pieno di spillette che Antonio conservava nell’armadio si è creato il personaggio del “Negro” e il suo ruolo da parcheggiatore abusivo. Da una sedia a rotelle e una vecchia giubba militare, incontrata nella spazzatura, è nato il “Kaki”, un ex militare paralitico spassosamente irascibile. E da una collezione di magliette di calcio è nato il “Zurdo” (tradotto nella versione italiana come il “Monco”), un piccolo spacciatore di quartiere che potresti incontrare sotto casa tua. Delle dosi di realtà e molta immaginazione sono il materiale di cui hai bisogno quando non sai da dove iniziare.

Sei anni più tardi, il progetto ideato da un gruppo di giovani non professionisti ha dato vita alla casa di produzione Different Enterteinment, che tra un capitolo e l’altro di Malviviendo ha creato una collezione di fumetti dedicati alla serie, due spin-off delle avventure del Kaki, un’altra serie dal titolo “Flaman” trasmessa dal canale regionale andaluso Canal sur, e il loro primo lungometraggio “Obra 67”, uscito a fine 2013, che si inquadra nel movimento Littlesecretfilm, nato in Spagna nei primi mesi dell’anno scorso per protestare contro il mancato aiuto economico da parte dello Stato alle piccole produzioni. Un attivismo artistico che consiste in girare un film in 24 ore rispettando delle regole creative.
Primeros minutos de #Obra67 de la gente de @Malviviendo https://t.co/KfMENKqvYR Promete bastante
— Iván Domínguez (@iivan_dominguez) diciembre 16, 2013
Una di queste è la improvvisazione, un’altra è sapersi arrangiare. E loro, considerando che adesso possono contare con un budget di mille euro a puntata che viene speso in catering e benzina, ancora devono continuare a cercare soluzioni per tirare avanti: una parte dei loro introiti è dovuta dalla vendita di t-shirt e fumetti su internet. Ma la cruda realtà è che devono “malvivere” con altri lavori per poter finanziare i loro progetti. Da dove prendono tutta questa motivazione per continuare a provarci ci porta direttamente all’ultimo capitolo di questa lezione.
Terza lezione: Divertiti con cio’ che fai e trionferai
Il successo si può misurare in modi diversi: per alcuni è possedere un conto corrente con molti zero, per altri invece è fare un buon lavoro e la soddisfazione di raggiungere dei riconoscimenti. La gente di Malviviendo tende di più a quest’ultima opzione, senza che questo significhi fare voto di povertà. É una questione di priorità in cui il benessere e il divertimento si sovrappone a tutto il resto.
Llegando a casa después de 16 horas de trabajo, pero del que mola en @Malviviendo y #nûk Sin tiempo pa nadie.
— Antonio Velázquez (@A__Velazquez) marzo 12, 2014
Senza tutti gli sforzi e sacrifici dei creatori, sarebbe impossibile immaginare il successo di questa webserie, e questa è una coraggiosa lezione che tutti dovremmo applicare nel nostro lavoro e nei vari aspetti della nostra vita. Si può impiegare più di un mese a girare una sola puntata con giornate di lavoro di 12-14 ore, oppure complicarsi la vita a creare titoli di testa diversi volta per volta. Ma come si dice, chi non risica non rosica e, prima o poi, lo sforzo sarà ricompensato.
@malviviendo llega a 6 nominaciones en los Rome Web Awards (Entre otras a Mejor Comedia) ¡Son muy #máquinas! http://t.co/lxGV72TVnH
— Alejandro Sanz (@asanzlec) febrero 18, 2014
La prova sono le centinaia di premi e riconoscimenti che la serie sta accumulando in tutto il mondo, una schiera di fans da ogni parte del pianeta, tra cui l’Italia che vanta tutta la serie sottotitolata e numerose visualizzazioni, e per non parlare dei vari personaggi famosi che si sono dichiarati fans sfegatati della serie e, alcuni di loro, si sono prestati a piccoli cameo (uno su tutti Josh Radnor, il mitico Ted Mosby di “How I met your mother”).
Come avete ben capito, per imparare dai migliori non c’è bisogno di concentrarsi sulle loro fortune ma sulla capacità di sfruttare al massimo il poco che hanno a disposizione. Semplice, no?